Educazione Artistica

LA LIBERTÀ NELL’ANIMA

3 maggio 2020

A volte sono le fotografie ad essere rivelatrici di belle storie.
Dico la verità, in questo caso la mia illuminazione è partita da qui.
Sono certa che potrei pubblicare soltanto una carrellata di foto perché possiate voi stessi capire.
E invece no, la racconto anche con le parole questa storia di libertà, libertà ovunque e in qualunque condizione ci si trovi.
E lo faccio proprio adesso che abbiamo sperimentato due mesi di privazioni non piccole, che per molti di noi sono sembrati come una galera.


Lo scenario è una casa colonica con persiane in legno verdi, che così bene si sposano con il sasso della struttura, immersa nella campagna di Savignano sul Panaro, con cinque ettari di terreno intorno, un cedro secolare a dare il benvenuto a chi entra dal grande cancello in ferro battuto, tre ippocastani e una quercia gigante in mezzo al campo.

Folgorazione
A rivitalizzare tutto questo una vulcanica e raggiante donna, Giorgia Poggioli, che nel transitare sette anni fa lì davanti è rimasta folgorata da quella casa, in stato di abbandono da tempo, con l’erba alta intorno. In quell’occasione alcuni particolari di grande bellezza, a partire da quel verde bottiglia delle persiane che le dava tanto carattere e i grandi alberi intorno, l’hanno rapita fino a farla fermare.
E’ bastato uno scambio di battute con la signora della casa di fronte per avere il contatto del geometra che aveva in gestione la casa.  E non è trascorso un giorno che Giorgia aveva già la chiave in mano per entrarci.


Una chiave gigante di quelle antiche, che faceva pensare a un castello. Giorgia racconta che varcando la soglia ha sentito subito una bella energia che l’abbracciava in quegli interni ben conservati, con il pavimento originale di cotto un po’ sconnesso, il grande camino che un tempo si usava per cucinare e scaldarsi e anche due altri camini secondari dislocati sempre nel piano inferiore. E che dire di quelle finestre – anche due per stanza – che guardavano alle colline e, più lontano, al monte Cimone, innevato quasi tutto l’anno, ma prim’ancora che si affacciavano sul giardino e i campi intorno seminati a girasole.
Qualche piccolo intervento, una rinfrescata delle stanze e quella è diventata la dimora fissa e non la casa di campagna di Giorgia, a fare da contraltare a quell’immensa vitalità e molteplicità di interessi che le ha sempre fatto mordere la vita a bocconi, senza risparmiarsi tanto nell’impegno lavorativo quanto nel tempo libero.
Quella casa si è connotata come il suo nido, il luogo che, poco per volta, ha reso così simile a se stessa, con locchio rivolto verso il bello, a cui è molto sensibile, e la creatività nel dare valore con poco agli ambienti, rivitalizzando vecchi oggetti o creandone dei nuovi. Piccoli tocchi in grado di caratterizzare ancora di più quell’ambiente originale, giocando con il minimalismo ma soprattutto con i contrasti.

La personalizzazione della grande casa colonica
Così alle inferriate delle finestre del piano terra e, in realtà, in diversi angoli della casa, hanno iniziato a comparire gocce di cristallo dei vecchi lampadari; alle finestre delle camere tende di raso doppio o tulle sovrapposti da copriletto in pizzo bianco, cornici trovate nei mercatini e poi dipinte rigorosamente di bianco, a rivestire la parete d’ingresso, bianco su bianco, che fa da sfondo a uno strepitoso Mondo, il gioco che tutti abbiamo conosciuto da bambini. Disegnato non con i gessetti ma con la vernice sulle mattonelle di cotto!
Chi entra, se vuole, può farci due salti, ricordando così la sua infanzia” così Giorgia spiega questa piccola stravaganza.


Disseminate nella casa si trovano damigiane di vetro bianco con dentro le lucine di Natale, accese tutto l’anno perché sia sempre Natale, il momento più bello dell’anno. Il richiamo alle cose del passato è sempre stato molto forte in lei, che non ha mai perso occasione per visitare  mercatini di cose vecchie alla caccia di setacci che utilizza in tanti modi, oggetti in rame (non quelli da appendere però), catini di zinco, alzatine in ceramica bianca o vetro, portacandele in porcellana


“Dico la verità – spiega – mi sembra di ridare vita a queste cose in un certo senso abbandonate.
A volte le compro proprio per questo motivo. E’ mia abitudine non buttare mai via niente, tutto prima o poi mi può servire. A questo proposito ho una stanza dedicata dove accatasto tutto, la chiamo ‘stanza del casino’. In realtà in molti casi contiene la risposta a ciò che sto cercando!”

Cambiamenti
Nell’arco di un anno, da quando Giorgia ha messo mano alla casa, nella sua vita è arrivato Abdelhak, e poi ha fatto capolino il piccolo Gringoire (Greg), e la quotidianità ha preso un altro sapore e un altro taglio ancora. Giorgia, che nel frattempo aveva lasciato un lavoro che non faceva più per lei, si è reinventata.
“Io non ho paura del cambiamento” lo dice con molta naturalezza e porta anche diversi esempi a questo proposito. Così ha pensato di trasformare la sua grande passione per il buon cibo, che per lei è necessariamente espressione d’amore non fine a sé stesso, in impegno.


In quella dimensione spaziosa in cui stava crescendo il suo piccolo ha trovato modo di dare vita a una nuova avventura, Gioielli di pasta,  uno spazio dove realizzare tortellini, tortelloni di ricotta e mascarpone, passatelli, tagliatelle e, perché no, ancora una volta sbizzarrirsi nello sperimentare anche una sfoglia più creativa, impastata con le erbe (menta, timo, lavanda).


Attraverso un percorso di affinamento non ha tardato a mettere a punto il giusto ripieno per i tortellini (con lombo, buona mortadella, Parmigiano Reggiano grattugiato a mano, prosciutto, sale e niente uova) realizzati a regola d’arte, uno uguale all’altro.
Curioso il suo tavolo di lavoro, rivestito di un vecchio lenzuolo bianco sovrastato da una tovaglia di pizzo, con la grande spianatoia, la macchina per tirare la pasta, nella stanza più luminosa di tutta la casa. Perché anche durante il lavoro ci sia la piacevolezza di certi piccoli curati particolari.

Il piccolo Greg
Greg, quattro anni e due occhi grandi di vivace intelligenza, sta crescendo poliglotta. La mamma racconta che sta conoscendo tre lingue (l’italiano con lei,  il francese con la zia e capisce il papà che gli parla in arabo), frequenta la scuola materna dove ha i suoi amichetti e gli piace proprio fare, quando è possibile, la sua bella colazione al bar dove è diventato la mascotte ma anche andare a pranzo o cena fuori. Ci ha già preso gusto.


Quando torna a casa però si perde nel suo mondo, sollecitato dai mille stimoli che la terra, la natura, gli offrono.
Così non è improbabile trovarlo intento a scavare nel campo per scovare i semi di girasole da seminare nei vasi, rastrellare come un vero ometto il prato dove sta giocando,


aiutare la mamma a riempire la cariola di rametti da portare in casa per accendere il grande fuoco. Inventare giochi con i suoi peluche che dissemina per il giardino,

provare a imitare il gioco della pesca dei cigni, come al Luna Park, con i suoi animaletti di gomma.


Sta imparando i nomi di tutte le piantine e anche di insetti e animali, grazie anche alla app che la mamma ha scaricato. Sa riconoscere la coda cavallina che non è ancora sbucata bene.


Sa distinguere una scutigera da un millepiedi, che sono sì parenti ma non la stessa cosa.


Quando piove gli piace tantissimo ballare nelle pozzanghere.
Poi ha improvvisi slanci di affetto. È  capace di arrivare in casa con un mazzo di fiori di campo per la mamma o di portarle a salutare Pollo, il suo pennuto preferito, tenendolo in spalla come un bambino.


Ordinarie scene di vita quotidiana per loro, un po’ meno ordinarie per gli altri:
“Le mie amiche dicono che abitiamo nella prateria e in generale chi viene a casa nostra ci sta bene, lo vive come un luogo di pace e ogni volta si incuriosisce delle novità che trova. Di fatto non vivo altro che in campagna con terra, animali, e per la mia gioia, sono stimolata a ingegnarmi più che posso” osserva Giorgia.


Greg e le cocche
“In questo momento abbiamo sei cocche, un gallo e un pollo – racconta Giorgia-
I più socievoli sono: Bruna che fa le uova verdi, Olga marroni, Miss bianche, poi c’è Cacao il gallo e Pollo il pollo! Alle altre tre galline, che tendono a stare un po’ sulle loro, non abbiamo dato il nome!”
Ecco, questa combriccola è la vera passione di Greg: la gestisce con una naturalezza e confidenza che va visto. Le fa uscire dal pollaio, da loro un biscottino prima di andare alla scuola materna, ci scorrazza in mezzo, organizza spedizioni con loro al seguito.


Ogni tanto ne afferra una e se la strapazza tutta amorevolmente. Loro sono abituate, anche questo momento di socialità fa parte del loro quotidiano, ormai. Anche perché sperano sempre in un biscottino!
Con Pollo poi fa vere e proprie scorribande. L’altro giorno che era piovuto e i campi erano infangati, correva con lui sotto il braccio… non ti dico in che condizioni è arrivato in casa! – continua Giorgia – E pensare che l’avevamo preso come animale da richiamo per la volpe! In realtà la volpe ogni tanto miete la sua strage, quindi lui non sortisce alcuna funzione, ma almeno si è salvato la pelle!
Ogni domenica andiamo al mercato degli animali di Spilamberto e quasi sempre arriviamo a casa con un nuovo inquilino…vuoi una gallina, un coniglio, una testuggine… Abbiamo provato anche con le anatre ma spariscono, volano via.

Adoriamo tutti gli animali, persino le lumache, e ce ne sono tante: quando muoiono e rimangono i gusci vuoti li raccogliamo e li mettiamo nei vasetti o in ciotole di ceramica o di vetro, disseminati in casa e in giardino. Non possiamo buttarli via anche se non ci sono più. Sono troppo belli i loro gusci”.

La fuga al mare appena possibile, in tutte le stagioni
“Appena ci è possibile cioè molto spesso, – prosegue Giorgia – e questo in tutto l’arco dell’anno, ci regaliamo un giorno al mare. Andiam o a respirare lo iodio e raccogliere quantità di rametti, conchiglie, sassolini che poi a casa utilizziamo per fare collane, tende, o semplicemente per adornare i vasetti di piante grasse, come questa zamponiera sugli scalini all’ingresso della casa. Il richiamo del mare è sempre stato molto forte per me, sarà per quel senso di libertà che ti restituisce anche solo perderti con lo sguardo nell’orizzonte”.

La quarantena
“Da quando anche per noi è iniziata la quarantena – prosegue Giorgia – abbiamo battuto in ritirata, come tutti, nella nostra casa.


Io ho colto questo momento con una grande gioia bambina, una sorta di smania, perché avrei potuto godere il mio piccolo nell’età più bella, che non tornerà più. Abbiamo avuto, e tuttora abbiamo, le mani impastate tutto il giorno di terra, di colla o di pasta!


Ho indirizzato le mie energie diversamente; ho fatto più cose creative, di manualità, con mio figlio. Anche prima le facevo ma non con così tanta attenzione. Ci tengo a precisare che in casa mia, per scelta, non c’è una tv per ammazzare il tempo!
In questo periodo di “fermo” ho capito una cosa importante: che se stai a casa non spendi, tolta la spesa alimentare. Non usi l’auto e quindi niente benzina, ti vesti con quel che hai, non ci dai sotto con consumazioni esterne come colazioni, pranzi o cene. Se vai in giro invece inevitabilmente spendi il triplo”.

Le foto, che passione!
Adora fare foto Giorgia. Non dispone di macchine professionali ma utilizza soltanto un buon i-phone. Lei coglie attimi, anzi sequenze di attimi, in cui il suo Greg compare spesso come protagonista, ma è anche la natura che cambia intorno a lei a ispirarla, o quello scorcio, quell’angolatura della casa mai visti così prima.


E pure i piccolissimi particolari: le uova colorate delle cocche appena raccolte, montagne di tortellini, la pasta tirata a strisce lunghissime illuminata dal sole, la piccola cornice bianca a muro con il ciondolo a cuore, le mini tende a uncinetto da cui la gallina Miss fa capolino, un cavallo a dondolo peloso in mezzo al prato, i picnic sull’erba che alterna a pranzi e cene in punti diversi della casa…i  catering che organizza, a questi si dedica con maestria da anni, preoccupandosi da sola di ogni aspetto.


Predilige i buffet perché sostiene che siano più socializzanti – “se la gente resta in piedi si conosce con più facilità” – dice. Ha molto materiale per allestire i tavoli e anche per caratterizzare gli ambienti. Ma soprattutto il gusto del bello le appartiene.


Sappiamo bene, non si sa in quale percentuale ma comunque bassa, che ogni tanto nascono forze della natura. Eccone una certamente. Il suo segreto? E’ libera dentro, condizione per stare bene in ogni dove, perché a lei il cambiamento non solo non fa paura ma la stimola a esprimersi in tutta la sua esuberante ed esplosiva ecletticità!

Simona Vitali

 

 

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