Educazione Civica

PIOVE CARTA COME DAL CIELO

12 dicembre 2017

Un negozio colmo di ogni bene, come se fosse il centro smistamento permanente che Santa Lucia e Babbo Natale hanno in condivisione!
È quello che trova il piccolo e grande avventore che mette piede nella Cartoleria Passaparola, sapendo già che ci sarà una buona scelta per qualsiasi cosa cerchi, non uno per tipo ma almeno due o tre varianti.
E la cosa sorprendente è che non siamo in città ma in un ameno paese di poco più di 5000 abitanti, Sala Baganza, sulle colline parmensi,  che, con la sua maestosa Rocca (in cui si sono succeduti i Sanvitale, i Farnese e i Borbone) e il giardino farnesiano, il Casino dei Boschi e la Villa del Ferlaro (voluti  da Maria Luigia), svela un passato importante,  insieme al contributo  di  una natura che qui è stata generosa, tra il verde delle colline e lo scenario dei calanchi.


Questo luogo, eletto nel 2011 tra i 21 paesi gioiello d’Italia e calato nel cuore della Food Valley di cui è parte attiva quanto a produzione del Prosciutto di Parma, Parmigiano Reggiano nonché Vini dei Colli di Parma, vive nel suo centro una quotidianità scandita da quella determinazione e impegno a doppia mandata che, oggi, richiede il voler rimanere commercialmente ancorati alle proprie radici, per contribuire a tenerle vive, laddove i grandi centri commerciali tentano di fagocitare e snaturare l’umanità, quella sì più necessaria di una sacchetto di pane quotidiano.
Così accade che chi ha resistito con la sua attività commerciale non si limiti a guardare al proprio orticello ma, a vario titolo, cerchi di portare un  contributo fattivo e di idee alla comunità, mettendo a disposizione parte di quel tempo, poco, che gli resterebbe per il privato.
Qui si inserisce la storia di Gabriela Guntner, che è molto di  più  del raccontare la cura per la sua traboccante cartoleria, e che vuole essere un far luce su tutte le Gabriela che vivono secondo questa concezione di fare oltre ciò che sta scritto.

È la storia di una donna che si è dovuta conquistare due volte, all’estero e in Italia, ciò che si è costruita: due lauree, due patenti, due vite, due mestieri completamente diversi perché ha dovuto ricominciare una seconda volta come se non ci fosse stata una prima. E a fronte dell’ennesimo “lei è troppo preparata per ciò di cui abbiamo bisogno”, ha iniziato a cullare l’idea di rilevare quella cartoleria, e anche edicola, in paese, dove andava ad acquistare i giochi al suo bimbo, che da un qualche tempo aveva esposto il cartello “vendesi attività”.
“Ricordo che una sera, delusa per non riuscire a trovare un lavoro, ho detto a mio marito ‘io compro la cartoleria!’ e lui “cosa fai, non ho capito?”. Poi, non rendendosi conto della mia reale determinazione ha aggiunto “ma sì, vai pure a sentire, hai il tempo per farlo”. All’indomani ero già a prendere informazioni da Stefania, la cartolaia di allora, e insieme lei sono entrata in contatto col suo commercialista. Anni prima avevo anch’io uno studio da commercialista. Mi sono così accordata e la cartoleria edicola è diventata mia. Era il 2005”.
Per un mese intero, a porte chiuse, ha studiato tutti gli articoli presenti in negozio poi, mossa da tanta curiosità, ha iniziato a fare i suoi primi ordini: “Non ho tardato a indirizzare la mia ricerca su belle cose artigianali, prodotti per buona parte tedeschi, non così facili da vendere se non li spieghi. Lo facevo certamente per me ma anche per quel qualcuno che nel corso dell’anno mi avrebbe chiesto cose più particolari”.

Da allora, Gabriela è calata in giornate che iniziano alle 6.30 e terminano alle 20.30, con pause pranzo non sempre garantite: “Dico la verità, vorrei avere ancora più tempo per mostrare, raccontare le cose che scelgo, a partire da quei giochi didattici di marche non conosciute ma così ingegnosi, ma l’edicola mi toglie tanto e pur dandomi così poco, è un servizio di cui non voglio privare il paese. Il fatto è  che amo la gente, e in particolare le persone con lo stampo di una volta perché sono educate, e  mi piace instaurare relazioni. Una cartoleria in un grosso centro commerciale non farebbe per me, non mi consentirebbe di conoscere i clienti uno ad uno e costruire ogni volta che ritornano un pezzettino di conoscenza in più”.
Bisogna vedere le invasioni nel negozio, soprattutto nei momenti dell’apertura mattutina e pomeridiana, passaggio quasi obbligato di sciami di bimbi, che stravedono per Gabriela, accompagnati dalle mamme, ragazzi e nonni che si mettono in coda in attesa del proprio turno. Lei li chiama tutti per nome o anche con nomignoli affettuosi e, seppur  nel breve tempo del servizio, ne esce una battuta,  piacevolmente ricambiata, insomma un piccolo scambio. Tutto in un clima frizzante, per cui anche attendere diventa piacevole.


Ha una passione smisurata per la carta, Gabriela, una sorta di dimensione che la rappresenta a tutto tondo.
“Amo i libri, amo la carta, il suo profumo, il suo calore, il suo tatto, la sua insostituibile compagnia”,ripete spesso. E racconta di quel giorno di un anno fa quando, camminando lungo una spiaggia è inciampata in un pezzo di legno levigato dal mare. Giusto in quel momento stava pensando a una persona cara di cui non aveva notizie da tempo e si chiedeva: chissà come starà… e  l’ha immaginata in serena lettura su quel  piccolo tronco. Rientrata a casa ha dato forma a quella visione creando con un filo di carta una sagoma, che ha vestito di carta, con un libro in mano.
Quella prima creazione Gabriela l’ha portata  in negozio e qui non è passata inosservata. “Che bella , me la vendi?’ le ha chiesto la bibliotecaria.
“Questa non la vendo ma se ci tieni provo a farti un’altra cosa” le ha riposto Gabriela, che non ama le ripetizioni.

Non faceva in tempo a realizzare qualcosa che si generava interesse e si innescavano altre richieste. Le sue sagomine stilizzate le ambientava ovunque, ricorrendo all’utilizzo di materiali naturali (legno , corteccia, sassi…) con quel gusto un po’ francese che dice stile, raffinatezza. E  in tutto questo la scelta della carta faceva la differenza: carta preziosa, carta da lei impreziosita (con timbri, brillantini, sfumature con il caffè per antichizzare), carta di riciclo: da giornale o la velina delle scarpe.

Così i clienti hanno iniziato a poco a poco ad avanzare la richiesta di farsi realizzare, con il filo di carta, le storie che avevano in mente, come quel nonno che ha portato il suo bonsai seccato come ambientazione di uno spaccato del Piccolo Principe per il nipote, o quella donna  che voleva omaggiare la sorella prossima alle nozze con una coppia di sposi in rigorosa compagnia del gatto (quella piccola opera è arrivata negli Stati Uniti!) oppure l’amica di una sartina che ha voluto farla ritrarre in una miniatura.

Ma gli stessi clienti sono diventati , di propria iniziativa, dei formidabili fornitori di materiale: chi omaggiandola di borse di corteccia, chi delle potature degli alberi del proprio giardino, pezzi di sughero inutilizzati ma anche conchiglie o legnetti raccolti sulla spiaggia.
“Un giorno un cliente mi ha portato dei grossi bacelli marroni che ho messo ad asciugare sul termosifone. Ad un certo punto è partito uno schioppettio: i bacelli si sono aperti e i semi saltavano come pop corn!”

Piccole opere che sono intrise di ore rubate al sonno, perché il tempo che Gabriela può dedicarci è il dopocena, un’oretta o due tutte le sere, tra le 22 e la mezzanotte.
Da un mese soltanto ha preso forma l’idea di realizzare un laboratorio creativo per i bimbi di oggi e “di una volta” (come lei chiama gli adulti) , complice certamente una sfilata di irresistibili angioletti che fanno bella mostra in negozio, appesi  con la mollettina ad un filo.

Da lì il “che bello!” è diventato “mi insegni?” e “guarda cos’ho fatto da Gabriela!” e questo ha innescato un mulinello di richieste: “Ragazzi, posso fare piccoli gruppi alla volta, per motivi di spazio e per seguirvi bene” risponde felice Gabriela. Così certe sue pause pranzo o certi dopocena sono diventati, in questo periodo prenatalizio, vivaci momenti di creatività espressa.
Vanno ascoltati questi bimbi e ragazzini, nel loro esprimere un affetto incondizionato per un’amica, loro la considerano così, che li sta riempiendo di attenzioni.

“Ho intenzione di continuare questa bella e stimolante esperienza il prossimo anno, proponendo nuovi laboratori pieni di fantasia – ci confida Gabriela, pensando già di lanciare un tema al mese – magari a partire dalla lettura di qualche pagina di un bel libro come Inseguendo Degas e fare un lavoretto creativo sulle ballerine”.
Storie come questa portano a una sola riflessione: prima abbracci un luogo e la sua gente e poi, insieme a ciò che fai, ti ritrovi ad amarlo. A quel punto ogni tua iniziativa, consapevolmente o no, lo riguarderà, riguarderà il suo bene oltre che il tuo. Forse Gabriela non ci ha mai pensato ma è successo questo.

Simona Vitali
simonavitali@solobellestorie.it

 

 

 

Cartoleria Passaparola
Piazza XXV Aprile, 12
Sala Baganza (PR)
Tel. 0521 833870
https://www.facebook.com/cartoleriapassaparolasalabaganza/

 

You Might Also Like