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Educazione Artistica

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IN QUESTO LAVORO DEVI GUARDARE AL DOMANI

5 marzo 2018

Dopo un’infanzia a costruire case e castelli con i mattoncini del Lego, Marcello Menta a 14 anni bazzicava già per i cantieri edili dove il padre Giuseppe, il nonno Corrado e la nonna Irma erano impegnati.
“Non c’era storia, per quanto i miei genitori sognassero il figlio laureato, ogni minuto possibile per me era rivolto a veder crescere sotto gli occhi qualcosa di solido come può essere una casa. E sentire che anche le mie mani contribuivano” racconta Marcello, a quarant’anni di distanza artigiano tra i più apprezzati a Fidenza, in provincia di Parma, e non solo.
Già, le mani: lo strumento più prezioso di cui dispone un artigiano, insieme all’occhio che ne disciplina il movimento e la forza. Vedere all’opera un artigiano, anche in tempi di elevata tecnologia, conferma ciò che scriveva Kant: la mano è la finestra della mente.


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COME IN UN FILM

26 febbraio 2018

“Quando si varca questo cancello si è tutti nudi”. Sembra una provocazione il monito che è solito dare Giampaolo Baroni, per tutti il Maestro, quando ci si approssima a trascorrere una serata da lui, nel suo mondo che, è il caso di dirlo, ha predisposto con tanto acume, estro e non meno cura. Una sorta di set cinematografico in cui ciascuno spogliarsi dei propri ruoli, delle proprie stellette sociali, per essere una volta tanto tutti alla pari, come di fatto si nasce. Quanto a pensieri e problemi, compagni di viaggio, quelli subiscono una battuta d’arresto, una sorta di congelamento nel momento stesso in cui si varca la porta di ingresso. Infatti è tale lo stupore che prende nel calarsi in quella dimensione altra, rispetto a quella da cui si arriva, che si è solo concentrati sul qui e ora, sul guardarsi intorno, come a non volersi  fare scappare nessun particolare.


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LEGGERE UN OROLOGIO SENZA TEMPO

11 febbraio 2018

In tanti sanno che l’avvento del calendario gregoriano, voluto da Papa Gregorio XIII nel 1582, cancellò dieci interi giorni dalla vita delle persone passando dal 4 al 15 ottobre per rimettere a posto l’orologio. In pochi però sappiamo come il tempo convenzionale che conosciamo adesso sia ben diverso da quello in essere fino al 31 ottobre 1893, quando anche l’Italia aderì al trattato internazionale dei fusi orari e spinse in avanti le lancette di 10 minuti per adeguare l’ora di Roma a quella dell’Europa Centrale.
Prima di allora il tempo aveva una scansione dettata dagli orologi solari, che determinava il ritmo del lavoro e della vita delle persone.

Orologio solare a Courgné (TO)


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IO CONOSCO LA MIA DONNA!

4 febbraio 2018

È una Napoli millecolori quella che si riflette intorno a Spaccanapoli, nelle vie stipate di turisti, trascinati dal  serpentone di gente che avanza e intenti ad evitare quegli  scooter che si incuneano a zig zag. Questo senza volersi perdere neanche uno dei tanti negozietti di souvenir che si affacciano sul passaggio, dove sopra a tutto spiccano cornetti rosso fiammante, di diversa fattezza e dimensione. E in effetti sono molto gettonati. Chi non ne fa incetta per distribuirne a familiari e amici al rientro a casa?
Tolti i baretti e le cuopperie, le vetrine si assomigliano un po’ tutte, se non altro per la tipologia degli oggetti che propongono. In questo bazar a cielo a aperto a catturare la nostra attenzione è un tavolino adibito a banchetto da lavoro, davanti alla vetrina di una gioielleria.


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CON ALTRI OCCHI

29 novembre 2017

Avere un telecomando fra le mani e poter alzar in volo il modellino di un aeroplano. Chi di noi non è cresciuto provando l’ebbrezza di orientare su nel cielo la direzione di un piccolo velivolo giocattolo, creando rotte e contro-rotte nello spazio libero che gravita sopra la propria testa, fino a dove arriva lo sguardo?
E quando il giocattolo fa uno scatto avanti  e diventa esso stesso occhio che dall’alto registra ciò che vede  in basso, è lì che il “gioco” diventa cosa seria, strumento per girare una diretta sulla terra, dal cielo, come a immedesimarsi in un’ampia planata di un gabbiano.


È la riflessione che emerge con Fabio Abatantuono, che di lavoro racconta, e lo fa non con la penna ma per immagini: “credo di saper raccontare di più con le immagini, che non con lo scritto, una sceneggiatura”, in sostanza è, come si dice, innanzitutto  un direttore della fotografia (ma anche produttore).
Siamo in una splendida vallata e lo osservo alle prese con un drone di dimensioni importanti ( ben 3 kg) che sta  riprendendo  immagini mozzafiato, riportate sul display del telecomando.


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L’ALTRA FACCIA DELLA ZUCCA

29 ottobre 2017
gioco di luce della lampada di zucca

Ci sono oggetti nel nostro destino che sembrano volerci dare indicazioni o fungere da promemoria, in certi momenti inaspettati della vita.
A Cristiano Paccagnani è accaduto proprio così quando, in una casa in ristrutturazione, ha trovato fra i calcinacci una piccola zucca, come lui aveva in mente. “Mi piace pensare che lei abbia trovato me” ci racconta Cristiano mentre corre col pensiero a quel viaggio in moto con gli amici, destinazione Turchia.

“Era l’inizio degli anni ’90 -ricorda- e dopo aver attraversato diversi Paesi siamo entrati in terra turca. Nel nostro girovagare tra Bodrum e Izmir, mi ha colpito il concentrato di micro-imprese, che producevano e vendevano lampade realizzate con la zucca dalla colorazione molto forte per noi: viola, oro, argento e perle colorate. Dico la verità, ne sono rimasto affascinato e ne avrei portata a casa una volentieri ma sulla moto non potevo caricarla! Questa scoperta ha innescato in me il desiderio di cimentarmi a mia volta e in un qualche modo mi è rimasta dentro nel tempo”. Rientrato a casa, Cristiano di fatto non ha mai trovato né il tempo né il modo cioè non si è presentata l’occasione giusta per sperimentare questa tecnica.

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VOCE ALLE ANIME SENZA VOCE

4 settembre 2017

L’arte può urlare più forte delle parole, è quanto ci siamo detti nel trovarci impreparati ma ricettivi dentro un percorso costellato di dipinti, sculture e installazioni, capace di inchiodare qualunque visitatore distratto o troppo scanzonato.
Quel sabato mattina abbiamo deciso di trascorrerlo a Cervia, vagando piacevolmente fra il canale della Salina e i Magazzini del sale, un’area di quiete ricca di un’atmosfera unica.


Nel passeggiare la nostra attenzione è stata calamitata a distanza da un pattino di salvataggio da spiaggia carico di coloratissimi giocattoli e peluche, posizionato a lato della porta di ingresso dei Magazzini del sale “Darsena”. E questa porta era aperta: un invito ad entrare. Intorno a noi quadri dislocati lungo le pareti ma anche sculture. Buca lo sguardo il quadro di Sabrina Casadei che ritrae una bimba rannicchiata a terra con la testa fra le ginocchia, indosso un vestitino scuro a fiorellini, accanto uno sgargiante peluche rosso e nella penombra la sagoma indefinita di un uomo.
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NON SI TRATTA DI SEMPLICITÀ, MA DI EMOZIONE

16 luglio 2017

A Matera ci sono mille angoli di bellezza che il centro storico sa offrire, sinonimo di come l’Italia, anche nei luoghi che fino a pochi decenni fa erano considerati degradanti come il sistema dei Sassi, sappia in realtà dimostrare la forza del bello, nelle sue infinite varianti tipicamente italiane.
I Sassi, in verità, avevano anche allora, quando erano abitati, una loro particolare forma di bellezza: quella dell’aggregazione, di cui ancor oggi si percepiscono le tracce nel tessuto urbano e nelle 160 chiese rupestri che ne definiscono il passato.
Ci sono persone fuori dagli schemi in questa città, abitanti che sprizzano gentilezza da tutti i pori e altre che la trasformano in una scelta di vita. Uno di questi è Enrico Filippucci, da Spoleto.

enrico filippucci
Di professione fa il direttore artistico e lo fa talmente bene che, lo confesso, non mi era mai capitato di entrare in una galleria d’arte e trovare ogni opera bella, coinvolgente, emozionante. L’arte, è risaputo, è quanto di più soggettivo possa esistere: un dipinto, una scultura, una installazione piace o non piace, indipendentemente dal giudizio del critico che ne illustra il significato.
In Opera arte & arti, ribadendo la soggettività del giudizio, non c’è nulla fuori posto: la competenza, mista a passione totale, con cui Enrico Filippucci sceglie i suoi artisti è l’esempio di come l’arte può essere un concetto accessibile a tutti.

opera arte e arti
Non si tratta di semplicità, ma di emozione; la si percepisce passando davanti alle vetrine della galleria, invitanti e colorate a tal punto che non varcare la soglia è impossibile. All’interno, nel piccolo spazio, si è accolti con serenità, anche se il direttore sa capire subito il grado di interesse o meno del visitatore verso l’acquisto.
“Sono arrivato a Matera grazie a mio padre che si è occupato per tutta la vita di restauri monumentali. – racconta Enrico Filippucci – Una volta giunto in questa città ha comprato casa nella parte alta dei Sassi. Io organizzavo grandi eventi in giro per l’Italia, come le mostre di De Chirico, Boetti, Rotella e tanti altri. L’apertura di questa galleria è avvenuta una decina d’anni fa e, da subito, mi sono orientato verso la scoperta di artisti giovani, spinto da un criterio prevalente: la sintonia”.

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La galleria di Matera, concepita come un allestimento museale ma al contempo ricca di innovazione e freschezza di lettura, si integra con Spazio Opera in via Duomo, sempre nel centro storico, e con quella aperta da Filippucci nella sua città natale, Spoleto, negli anni ’90 all’interno di un palazzo cinquecentesco.
“A Spoleto abbiamo anche un’azienda agricola dove produciamo vino, olio e aceto balsamico nel suo metodo tradizionale. – prosegue Enrico Filippucci – Anche questo è un percorso scandito da una particolare forma di bellezza: quella del paesaggio e della biodiversità di cui l’Italia tutta è un esempio perfetto”.
Tornando alle persone fuori dagli schemi, Enrico ci racconta di Alejandro Pereira, un’artista argentino che a Matera ha scelto di viverci, con tutta la famiglia: “Come ho visto le sue opere le ho trasferite in galleria. Le persone restano affascinate dalla sua tecnica e ora le sue creazioni sono in importanti collezioni internazionali”.

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Alejandro Pereira è uno degli artisti che ha generato la consapevolezza di essere in un luogo dove bellezza, stupore ed emozione si fondono. Le sue opere sono di grande formato, composte da minuscoli tasselli che a mo’ di mosaico ricostruiscono cartelloni cinematografici, volti di attrici e attori, scene di film.
“La tecnica è quella del Papier collè, in cui  frammenti di vecchie riviste e giornali provenienti da ogni parte del mondo vengono utilizzati per comporre le sue opere” spiega il direttore artistico di Opera arte & arti, mostrandoci anche una delle ultime, dove l’artista ha assemblato oltre diecimila minuscoli francobolli comprati da un rigattiere.
La rappresentazione della città dei Sassi è invece il fil rouge che accompagna la produzione di un altro artista esposto in galleria: Michele Volpicella.

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“La sua visione di Matera è un’autentica calamita per le persone che entrano in galleria” racconta Enrico Filippucci.
Quella di Volpicella è una spiccata sensibilità cromatica che trasferisce in una lettura del paesaggio urbano tra il reale e l’onirico, ma sempre corrispondente alla bellezza che emana questa città. Oltre ai dipinti e alle litografie Michele Volpicella si è prodotto in un divertissement, costruendo una Matera con i mattoncini del Lego. Il risultato? Essere chiamato a Billund, in Danimarca, nella sede del gruppo, per una personale.
“Dove andate a cena?” ci chiede Filippo al termine della visita.
“Da un amico cuoco che non vedo da un po’ di tempo: Leonardo Lacatena”.
“Allora troverete una sorpresa!”

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Le opere degli artisti di Filippucci appese alle pareti del ristorante, che cambiano periodicamente come a significare che la bellezza è senza soluzione di continuità.

Luigi Franchi
luigifranchi@solobellestorie.it

Opera arte & arti Galleria d’Arte
Via Ridola, 4
Matera
Tel. +39 0835 256473
www.operait.com

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I COLLIER FRUTTATI DI NADIA MEZZADRI

12 giugno 2017

“Vedo, leggo e immancabilmente esperimento. Prima copio il pezzo solo per capire la tecnica, la modalità di realizzazione,  poi libero la mia creatività e mi sbizzarrisco a seconda del mio sentire di quel giorno”. Chi parla è Nadia Mezzadri, felice incontro ad un mercatino di artigianato nel parmense.

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LUCA AGNELLI, SPERIMENTATORE ROMANTICO

10 maggio 2017

Il genio lo riconosci perché, con i suoi guizzi creativi, in ogni campo decida di applicarsi riesce sempre, seguendo una strada tutta sua. Ancora prima che nei fatti ti cattura per il modo in cui ragiona: bisogna riuscire a seguirlo. È ingombrante la vita di un siffatto personaggio perché le sue idee spesso sono più grandi della sua portata e non si ferma mai, la testa sempre in movimento.  Non conta le ore di lavoro per perseguire al millesimo quello che ha in mente.
Questa è la storia di Luca Agnelli che, nell’arco della sua vita professionale, si è sempre espresso sotto il comune denominatore di artigiano. È partito come garzone in una  bottega di restauro e ha finito per aprire lui stesso un laboratorio, arrivando a produrre ferramenta anticata (serrature maniglie…) con la particolare tecnica di microinfusione a cera persa. In questo riusciva talmente bene che chi la praticava da tempo veniva a fargli visita per migliorarsi.

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